Amare o soffrire?

Il dolore ti rende più forte, ti fa sentire vivo, ti fa crescere, ti apre gli occhi alla realtà, ma il dolore è anche sofferenza, la paura di sentirsi inadatti e l’ossessione di non voler restare da soli. Tutto gira intorno alla solitudine, a una società che ti fa credere che una donna è debole, incapace di tutelarsi, definita “zittella” se trova un proprio equilibrio da sola senza un’ancora a cui aggrapparsi nei momenti di alta marea.

Non si racconta più di quell’amore passionale, quell’amore per cui si rimane svegli la notte, quell’amore un pò tormentato, ma allo stesso tempo desiderato. L’amore spesso viene associato al dolore, se non si ama davvero non si soffre no? Beh cazzate. L’amore non è sofferenza ne tanto meno perversione. Amare significa trovare un punto di incontro, me lo immagino come due mani che si tendono e che insieme riescono a trovare il baricentro perfetto per stare in equilibrio. E, raggiunta questa stabilità, camminano mano nella mano verso un futuro ignoto, ma allo stesso tempo consapevole della persona che si ha al proprio fianco.

Amare però comporta sacrifici, scelte che molto spesso vengono fatte più con il cuore che con la testa, scelte al momento difficili, ma rivelatorie in un futuro non troppo lontano.

Spesso si sceglie di rimanere da soli perché incapaci di buttarsi al di là di quel confine, un confine tracciato per tutelarsi da una possibile dolce metà. Un papabile uomo o donna che poteva meritare una chance o semplicemente un sì a una sua semplice richiesta. Ma no, l’egoismo e l’ossessione del proprio star bene offuscano la visione, offuscano l’amore.

Ed ecco ritornati al punto di partenza, zittella. Una donna può essere autoritaria, può decidere della propria vita, può decidere cosa o chi può farla felice, ma ciò non toglie che al di fuori di quel confine c’è un mondo che merita di essere scoperto ed è possibile solo togliendo i paraocchi e vivendo le emozioni a 360°.

7 pensieri riguardo “Amare o soffrire?

  1. Amare ed essere amati è il senso della vita. C’è chi si illude che il cibo o un cane possa sostituire le attenzioni che SOLO una persona può darti ma, appunto, è solo illusione. Acqua e bicarbonato per curare un cancro. E allora soffrire per un amore malato è senz’altro sbagliato, ma lasciamo perdere anche la barzelletta dell’io sto bene anche da solo/a. La felicità è autentica solo se condivisa.

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  2. Vale sempre la pena di amare, amo, amo continuamente, amo tanto, amo troppo, amo in silenzio, amo pressochè tutte le persone che ho intorno. In tutti trovo qualcosa da amare. Ma quell’Amore che descrivi tu, ahimé, non lo trovo più.

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  3. Si tratta poi di stabilire cosa vogliamo fare in questa vita, quali sono gli obiettivi. Si ama per essere felici e si è felici quando si ama (e si è amati) senza dubbio, ma la cosa non è una tautologia e spesso le due cose non collimano. Io penso che la felicità (e la sua ricerca) sia sopravvalutata e l’amore dovrebbe bastare a se stesso. Ma certo poi ogni situazione è diversa ed è sempre azzardato generalizzare

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